Brisighella - Guida Turistica

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.: BRISIGHELLA
 Brisighella (Brisighèla in romagnolo) è un comune di 7.740 abitanti della provincia di Ravenna.
 Brisighella, antichissimo borgo medievale della Valle del Lamone, si adagia ai piedi di tre artistici e caratteristici pinnacoli rocciosi, su cui poggiano una rocca Manfrediana e Veneziana dei secoli XIV e XVI, la Torre detta dell'Orologio del secolo XIX, costruita su precedente fortilizio del 1290, il Santuario del Monticino del secolo XVIII. Un dedalo di antiche viuzze acciottolate, su cui predomina una eccezionale via sopraelevata e coperta, in un antico nucleo fortificato della difesa del borgo, invitano il turista ad immergersi in un mondo lontano...ormai scomparso per sempre. All'intorno un mare di verde, sentieri rocciosi, scalinate gessose, antichi luoghi di culto, case poste in strade caratteristiche...un mondo di sogno e di favola che fa ritornare alla mente cavalieri, dame, duelli, amori, veleni, battaglie...ricordi ormai scomparsi da secoli.
 Nicchia elegante e vetrina di pregio, il borgo medievale di Brisighella si mostra con spontanea naturalezza e si riempie con le squisitezze di cultura, arte, colore e gastronomia. È un raccolto spazio di storia medioevale che stimola la fantasia verso innovativi e particolari percorsi di collegamento tra la parte antica e quella nuova, tra un ‘dentro’ storico e un ‘fuori le mura’, verde e organizzato con viali alberati, piste ciclabili, parchi e giardini che si allargano verso un naturale abbraccio con la campagna. Un ‘cuore’ di piazzette e strette vie dove i palazzi storici diventano le quinte di scena alle manifestazioni che esaltano i prodotti della terra, i frutti delle nostre colline, le ‘cose buone di casa’. Come cornici e contorni di spicco s’intonano anche a esposizioni e mostre e diventano un teatro all’aperto nelle sagre di primavera e autunno, durante le feste medioevali e nei mercati dei nostri prodotti più autentici. Sono scenari d’effetto per i percorsi culturali dedicati alla danza, al cinema, decorati da itinerari di arte e cultura, con l’impegno di cercare la qualità, accogliere il turista con entusiasmo e premura e premiare un vivere bello, sano e naturale
.: FESTE
LE FESTE MEDIOEVALI
 Le Feste Medioevali brisighellesi sono partite dal 1980. Nate senza titolo o tematica venivano semplicemente propagandate con il nome di 'Feste medievali'. Subito, si riscontrò, una forte e specifica impronta culturale frutto di una approfondita ricerca dovuta, soprattutto, all'impegno profuso dal suo inventore e direttore artistico, Andrea Vitali, studioso del Medioevo, musicologo, iconologo. Per via dei suoi contenuti e per l'allestimento scenico, particolarmente curato, furono subito coinvolte migliaia di persone e città come Assisi e Ferrara, si dimostrarono sensibili alla manifestazione, inviando ogni anno i loro gruppi in costume. Dal 1987 le Feste Medievali si propongono con un titolo specifico attinente alla cultura sacra o profana del medioevo. Per tutta la durata delle manifestazioni, si possono inoltre visitare mostre, assistere a interventi teatrali, performance e concerti. Parte integrante sono i banchetti, allestiti nelle taverne e nelle vie , dove si possono gustare piatti d'epoca, meticolosame nte ripresi da antichi trattati di cucina.
 Le Feste Medioevali di Brisighella sono nate nel 1980, ideate da Andrea Vitali, iconologo e musicolo, attuale direttore artistico, che le concepì come un vero e proprio evento culturale incentrato sugli aspetti teatrali e musicali. Successivamente, dal 1987, le Feste si caratterizzarono secondo un tema ben specifico, allargando gli interventi a ricostruzioni d'ambiente, a cene storiche al Castello Veneziano e a presenze significative del teatro italiano, come Paolo Poli, Arnoldo Foà, Renzo Montagnani, Giorgio Albertazzi, Riccardo Cucciolla, Duilio Del Prete, Beppe Barra.
 Per il settore musicale le nostre Feste hanno ospitato gruppi provenienti da diversi paesi stranieri, con al loro attivo numerose incisioni discografiche come l'Ensemble Unicorn di Vienna, l'Ensemble Oni Wytars di Stoccarda, il Dulamans Vröudenton di Salisburgo, i Wisby Vaganter del Wisby Festival (Svezia), La Maurache di Parigi, il "Singen und spielen gruppen der Landshuter Hochzeit 1475" di Landshut, l'Ensemble Baladi di Beirut, Les Menestrels di Vienna. La bellezza del luogo, unita al fascino delle proposte artistiche, fa delle Feste di Brisighella il più prestigioso appuntamento italiano sul Medioevo, un evento che ha fatto scuola per le tante iniziative sorte a sua imitazione in Italia.
 Il titolo della festa di questo 2003 è "La Festa Crudele". L'uomo della civiltà preindustriale viveva nella festa e nell'attesa della festa (concezione che in parte si può adattare anche alla nostra civiltà), ma l'attesa della festa era caratterizzata da una fatica del vivere molto accentuata dato che si lavorava e si moriva quotidianamente con grande facilità. Quando la Festa arrivava - e sia il lavoro che la festa avvenivano tendenzialmente di giorno - questa terminava subito, lasciando un senso di orror vacui molto più marcato di oggigiorno. In tal modo la Ruota girava portando di nuovo al duro lavoro della sopravvivenza, con la morte in agguato, come recita una famosa canzone: Si more cantando / si more sonando / la Cetra o Zampogna / morire bisogna. Si more danzando / bevendo, mangiando / Con quella carogna / morire bisogna. Pertanto la Festa Crudele è concepita innanzitutto come divertimento e svago dalle pressioni quotidiane, ma con l'occhio attento al famoso detto "Homo fugit velut umbra" (l'uomo svanisce come l'ombra).
Per informazioni: Tel.0546.81706 Fax 0546.994000
LE DELIZIE DEL PORCELLO
Prima Domenica Novembre  Caratteristica sagra che invita a "fare il porco". La festa ripropone, infatti, l'antico rito che si svolgeva nell'aia di ogni casa colonica con l'uccisione del maiale e la lavorazione della carne da parte di abilissimi norcini. Questo appuntamento offre ai cultori della buona cucina la possibilità di assaggiare gustose specialità: saporiti ciccioli, profumata coppa di testa, rosei prosciutti, salsicce e dolce al migliaccio
SAGRA DELLA PERA VOLPINA
Seconda Domenica Novembre
 Le pere volpine, piccole, tonde e dure erano un prodotto tipico della Valle del Lamone. La sagra ha contribuito alla riscoperta delle proprietà di questo frutto dimenticato offrendo la possibilità di riassaporarlo. Le pere volpine vengono consumate bollite, cotte in acqua o vino, oppure al forno.
 FORMAGGIO "CONCIATO" DI BRISIGHELLA: pecorino invecchiato in grotte di gesso con un procedimento di antica tradizione brisighellese.
SUA MAESTA' IL TARTUFO
Terza Domenica Novembre
 Il tartufo è il prodotto più nobile e ricercato della collina faentina. I tartufai della Valle del Lamone sono abili ricercatori di questo prezioso prodotto del sottosuolo. Durante la sagra, sono in vendita il caratteristico tubero nella varietà del bianco autunnale - che emana un profumo particolarmente intenso - e del tartufo nero, anche questo da non sottovalutare. Si potranno poi assaggiare nei ristoranti locali, ricette raffinate a base di tartufo preparate da esperti chef.
SAGRA DELL'ULIVO
Ultima Domenica Novembre
 La coltivazione dell'ulivo, in terra brisighellese, risale a tempi antichissimi; già in epoca romana l'ulivo e i suoi prodotti erano conosciuti, valorizzati e apprezzati. In questo suggestivo borgo medievale non si è persa la passione per le cose buone e la sagra celebra e promuove il ricercato olio extra vergine, il "Brisighello" olio al quale è stato assegnato l'ambìto riconoscimento della denominazione d'origine protetta. Durante la festa l'olio d.o.p. può essere acquistato presso lo stand allestito dalla Coop. Agricola Brisighellese.